domenica 25 settembre 2016

L'uomo che abbracciava i cani.

Mi è capitato, un po' di tempo fa, di trovare sulla mia home di Facebook un video in cui un leone addentava un malcapitato ragazzo.
Era stato condiviso da una ragazza, che ho tra gli amici di Facebook, che aveva allegato al video un suo bizzarro pensiero sulla bellezza delle suddette immagini.
Questo perché “Non vorrai mica credere a tutto quello che vedi in TV!?!!1!”, ma se il titolo di un video è “Leone azzanna ragazzo che prima che la telecamera si accendesse lo stava frustando” deve per forza essere vero.
In pratica: il contenuto del video rappresentava nientepopodimeno che una lotta per la libertà!
Un essere vivente schiavo che si ribellava in tutta la sua potenza ai suoi aguzzini!
Il video terminava con un bizzarro ometto, sbucato dal nulla, che con un piccolo revolver sparava al leone.
Ora, mettiamo da parte l'assurdità della scena.
Voglio dire, già entrare in una gabbia con un leone senza che ci sia un tizio fuori pronto a sparare un sedativo, mi sembra una follia (a meno che tu non sappia proprio bene quello che stai facendo). Poi, ridursi a sparare con un pistolino ad una bestia di 300 kg, con il rischio di colpire pure il ragazzo che trattiene tra la fauci è pazzia pura.
Anche io, se proprio avessi dovuto condividere il video, c'avrei scritto un qualcosa di negativo; tipo “Questi so' tutti pazzi”.
Ma io davanti al sangue umano che si sparge su un pavimento, come ho sempre detto, di solito scelgo di tacere.
Devo dirlo, non mi ricordo cosa scrissi nel commento alla ragazza, ma è stato sicuramente qualcosa di molto offensivo.
Prima di tutto, perché si è scatenato il pandemonio, secondo, perché era mia precisa intenzione offendere una persona che rideva della morte di un altro essere umano.
Dovete sapere, miei cari lettori, che di punto in bianco, si intromise nella discussione un (secondo) curioso ometto di cui, purtroppo (e ovviamente), non posso fare il nome.
Questo curioso ometto credeva in cose alquanto bizzarre.
Così tanto bizzarre che crebbe in me la sana curiosità di capire chi fosse.
E così, senza aggiungerlo agli amici, andai sul suo profilo Facebook, sperando che avesse le impostazioni della privacy abbassate in modo da poter vedere qualche foto.
Trovai una sua foto bellissima e molto esplicativa.
L'uomo che abbracciava i cani: drammatizzazione.
C'era lui, in ginocchio, mentre mostrava con orgoglio un diploma da addestratore di cani ENCI e nello stesso tempo, con l'altro braccio, cingeva il suo cane.
Il cane, mentre con il corpo era quasi parallelo a quello del padrone, teneva la testa leggermente rivolta verso il lato opposto (alla mano del padrone) con le pupille che tendevano a spostarsi verso un lato.
Prima di continuare, però, vorrei parlare un secondo di questi addestratori di cani ENCI.
Devo dire che ho imparato a conoscerli abbastanza bene (ma indipendentemente dal curioso ometto di cui stiamo or ora parlando).
Devo aggiungere che, fino a pochissimo tempo fa, la locuzione “addestratore di cani” mi portava alla mente scene fighissime!
Immaginavo un forzuto omone con una protezione sul braccio lottare con un rottweiler; ad un suo cenno il cane staccarsi dal braccio, correre verso un cerchio infuocato, saltarvi dentro, atterrare dall'altro lato con una piroetta e fiondarsi in una piscina a salvare un donna obesa che stava affogando.
Avete presente le cocenti delusioni della vita?
Scoprire che Babbo Natale non esiste e cose affini?
La scena che ho descritto, non è che non esista, ma, in realtà, si svolge nei campi di addestramento dei corpi cinofili delle forze armate.
La quasi totalità di questi “addestratori di cani ENCI” è composta da veganimalisti da strapazzo e quindi...
I cani antidroga no, i cani per ciechi no, i cani antibomba no, i cani da riporto no, i cani da caccia no, i cani da tartufo no, i cani da corsa no, i cani da difesa no, i cani da salvataggio no, le gare di agilità no, le gare di bellezza no...
La domanda sorge spontanea: - Ma tu... ai cani... che gli vuoi insegnare?
Sostanzialmente a pisciare fuori.
Questi vogliono 40 euro l'ora per insegnare al mio cane a pisciare fuori di casa.
Allora, prima di tutto a pisciare fuori di casa al mio cane ce lo posso insegnare io; secondo, ti consiglio di uscire fuori dalla mia proprietà prima che io arrivi a prendere il fucile.
Ma torniamo all'uomo che abbracciava i cani.
All'università ho studiato psicologia: non sono laureato in Psicologia, ho fatto esami di psicologia (per lo più di comportamentale ed applicata; di clinica non so niente).
Ogni tanto mi diletto nel leggere anche di psicologia comportamentale animale: è sorprendente quante cose sono praticamente uguali e quanto totalmente diverse.
So benissimo, per esempio, che i cani non vanno abbracciati.
Dovete sapere, miei cari lettori, che i cani non sono scimmie.
Noi esseri umani siamo (praticamente) scimmie.
Come tutte le scimmie consideriamo il gesto di abbracciare sinonimo di affetto.
La ragione è anche abbastanza ovvia ed ha radici evolutive: da centinaia di migliaia di anni le mamme scimmie prendono tra le braccia i propri cuccioli scimmia per allattarli, per ripararli dal freddo e per sottrarli da situazioni di pericolo.
I cani, nella loro storia evolutiva, non hanno mai preso in braccio nessuno, anzi!
Ogni volta che un cane cinge tra le zampe il corpo di un altro cane è, nella quasi totalità dei casi, per ucciderlo.
Se anche voi abbracciate il vostro cane, sappiate che lui in quel momento si sente parecchio a disagio, perché non pensa affatto che gli vogliate bene, ma pensa che gli stiate dicendo: - Guardami! Guardami! Sono più forte di te! Sono il tuo padrone! Potrei ucciderti se solo lo volessi! Guardami! Sono il tuo padrone!
Sapete cosa fa un cane quando si sente a disagio? Volge la testa verso il lato opposto, sposta gli occhi verso un lato e si vede il bianco dell'occhio che forma una mezzaluna.
Proprio la scena del compagno di vita del curioso ometto (nella foto il cane era ritratto nei primi momenti di questo comportamento), con l'aggiunta che quest'ultimo nel frattempo mostrava un diploma da addestratore di cani.
Vi starete, ora chiedendo...
Ma che come sono collegati l'ometto che abbraccia il cane e il leone che lotta per la libertà?
Il collegamento è abbastanza evidente, se ci fermiamo un attimo a pensarci.
Il curioso ometto abbracciava il cane perché dava per scontato che le leggi psicologiche che valgono per gli esseri umani valgano anche per i cani.
Allo stesso modo credeva che un leone potesse combattere per la libertà così come farebbe un essere umano.
La sua tesi era la seguente: “Se un leone sbrana tanto volentieri una persona fatti qualche domanda” con l'aggiunta perentoria di “Accendi il cervello”.
Un leone?
Un leone?
Un leone vero?
Con la criniera, i denti e gli artigli!
Non un cartone animato!
Uno vero!
Un leone!
Uno di quelli che stanno in Africa!
Un leone!
Un leone vero!
Se attacca una persona lo fa per una ragione?
Un leone!?
Certo perché, a detta del ragazzo, esistono centinaia di posti nel mondo dove leoni e persone che se ne occupano con vero rispetto vivono tranquillamente insieme e non succede mai niente.
Un leone vero: adirato con chi non gli porta rispetto.
Prima di tutto, in quei posti di cui parli, i leoni stanno lo stesso in gabbia. Potrei aggiungere: “Fatti qualche domanda. Accendi il cervello!”.
Secondo: sono d'accordo con te che la gente in quel video non sapeva nemmeno che cazzo stava facendo (ma non per questo mi rallegro della morte di uno di loro).
Terzo: basta una veloce ricerca su Internet per rendersi conto che non è affatto vero che non sia mai morto nessun etologo rispettosissimo della natura animale (anzi!).
E qui arriviamo alla morale della storia.
Cioè che tutti quegli animalisti che dicono “Amo più gli animali delle persone” in realtà amano il concetto di umanità molto di più di quelli che, come me, sostengono la superiorità dell'essere umano sugli altri animali!
Questo per due ragioni, molto, ma molto evidenti.
La prima è che non amano gli animali così come sono in realtà, ma hanno bisogno di proiettarvi caratteristiche umane per amarli.
La seconda, ancor più assurda ed evidente della prima ha a che fare con la questione dei leoni che non attaccherebbero mai un essere umano che li tratta con rispetto.
In pratica il discorso è questo...
I leoni attaccano le zebre, le sventrano, aprono la loro pancia e ne estraggono le interiora mentre sono ancora vive; ma questa è la loro natura, non sono malvagi.
Sono buoni, in realtà!
Sono buoni perché non uccidono gli esseri umani, a meno che questi non si rivolgano a loro senza il necessario rispetto.
Non so voi, ma a me sembra proprio che da questo discorso venga fuori che gli esseri umani sono superiori.
Cioè: i leoni possono tranquillamente sventrare zebre senza problemi, ma per essere considerati “buoni” devono avere proprio la caratteristica di non uccidere esseri umani.
Quindi la vita umana vale di più di quella animale se la caratteristica di “essere buoni” o meno dipende proprio da questa!
E poi... sinceramente non avevo capito che uccidere le persone che non ci portano rispetto sia lecito!
Credo che da oggi in poi mi divertirò davvero tanto... muahahahahah!

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